Non è concretamente percorribile l’ipotesi di accendere un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, poiché il Comune di Carlentini non soddisfa i requisiti previsti dall’articolo 203 del Testo Unico degli Enti Locali.
Il Tar di Catania ha fornito indicazioni decisive nella complessa vicenda tra il Comune di Carlentini e due cittadine Elisa Magno e Annalisa Paternò del Toscano, in merito all’esecuzione della sentenza della Corte d’Appello di Catania relativa al pagamento di un indennizzo di oltre 1,2 milioni di euro per una vicenda di occupazione di terreni da parte del Comune.
Il Tar ha disposto che l’unica strada praticabile sia la rateizzazione ultratriennale del pagamento, da concordare con le parti creditrici, anche in relazione agli interessi legali dovuti.
Secondo il giudice, questa soluzione rappresenta “la via più sostenibile per scongiurare eventi come la procedura di riequilibrio finanziario o la dichiarazione di dissesto”, che renderebbero ancora più difficoltosa l’esecuzione della sentenza e, di fatto, svantaggiosa per le stesse ricorrenti.
Il commissario ad acta, nominato per dare esecuzione al provvedimento, dovrà dunque predisporre un piano di pagamento pluriennale, calibrato sulle effettive capacità di bilancio del Comune, con la possibilità di prevedere un primo versamento già nell’anno in corso, se le risorse lo consentiranno.
La decisione chiude una fase di stallo durata mesi, durante la quale il commissario aveva tentato di avviare interlocuzioni con la Cassa Depositi e Prestiti, ricevendo però un diniego legato ai vincoli normativi.
Già con sentenza del 10 luglio scorso (n. 2222/2025), il Tar aveva annullato il precedente provvedimento con cui il commissario aveva disposto il pagamento immediato dell’intero importo, invitando invece a una valutazione condivisa con il Comune.