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Dall’orgoglio agrumicolo al degrado urbano: l’allarme del Comitato Francofonte 2025

Il Comitato critica inoltre quella che definisce una gestione “di facciata” dell’amministrazione comunale

Un tempo simbolo dell’economia agrumicola del territorio, oggi Francofonte appare come una città piegata dal degrado, dall’abbandono e da una diffusa sensazione di impunità. A denunciarlo è il Comitato Cittadino Francofonte 2025, che in una presa di posizione pubblica traccia un quadro definito “desolante”, aggravato – sottolineano – da inchieste giudiziarie in corso e dalla presenza di una commissione ispettiva antimafia.

Secondo il Comitato, nel 2026 la situazione della gestione dei rifiuti ha raggiunto livelli critici: le campane per la raccolta differenziata non sarebbero più presenti e i rifiuti indifferenziati vengono lasciati direttamente sui marciapiedi, trasformando le strade in vere e proprie discariche a cielo aperto. Una condizione che favorisce la proliferazione di topi, cani randagi e insetti, con gravi conseguenze sul piano igienico-sanitario.

Vengono segnalati numerosi episodi emblematici: materassi abbandonati da settimane davanti alla scuola di via Europa, un divano in disuso a pochi passi dal Municipio e dal Comando della Polizia municipale, cantieri mai conclusi e buche che rendono la viabilità urbana pericolosa. “Nessuno interviene, nessuno risponde”, è l’accusa.

Il Comitato critica inoltre quella che definisce una gestione “di facciata” dell’amministrazione comunale, fatta di inaugurazioni e comunicati celebrativi, a fronte di problemi strutturali irrisolti. Al centro delle contestazioni c’è il sindaco Daniele Nunzio Lentini che, dopo le dimissioni che hanno determinato la decadenza del Consiglio comunale, continuerebbe – secondo i firmatari – a governare senza adeguati contrappesi e senza un reale confronto istituzionale.
Tra i quesiti posti pubblicamente figurano anche quelli sul ruolo della Polizia municipale e sull’organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti: controlli insufficienti, carenza di verifiche e dubbi sul rispetto di un piano operativo chiaro e trasparente.

“Non è polemica sterile – precisa il Comitato – ma una richiesta di legalità, di rispetto delle regole e di una vivibilità minima e dignitosa”. Da qui l’appello al ripristino del buon governo e alla tutela dei diritti dei cittadini, in particolare dei più fragili.

Il Comitato Cittadino Francofonte annuncia infine che continuerà a vigilare e a denunciare le criticità, ribadendo che la città “non è terra di nessuno”. “È casa nostra – concludono – e non la abbandoneremo”.


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