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Donna morì in casa di riposo a Francofonte: assolta la responsabile della “Residenza Sant’Antonio”

La donna sarebbe caduta dalla scala esterna della struttura insieme a un’altra ospite affetta da Alzheimer; entrambe sarebbero uscite da una porta che dà sull’esterno e avrebbero rotolato giù per i gradini

È terminato con un’assoluzione piena il processo sulla morte di Maria Calafiore, 88 anni, ospite della casa di riposo residenza Sant’Antonio di Francofonte, deceduta nel novembre 2020 dopo una caduta dalla scalinata esterna della struttura.

Il Tribunale di Siracusa ha assolto la rappresentante della struttura, A. P. R., 54 anni, di Lentini, imputata di omicidio colposo, con la formula: “perché il fatto non sussiste”. Una decisione che ribalta, di fatto, il quadro accusatorio emerso nella fase delle indagini preliminari. La vicenda risale al 23 novembre 2020. Maria Calafiore, non autosufficiente e affetta da demenza senile, era ricoverata nella Residenza Sant’Antonio, gestita dalla Residenza Oberdan Soc. Coop. Sociale Onlus. La donna sarebbe caduta dalla scala esterna della struttura insieme a un’altra ospite affetta da Alzheimer; entrambe sarebbero uscite da una porta che dà sull’esterno e avrebbero rotolato giù per i gradini. Trasportata prima all’ospedale di Lentini e poi alla clinica Villa Salus di Siracusa, l’anziana fu ricoverata in condizioni gravissime per trauma cranico e frattura della mandibola. Morì due giorni dopo, il 25 novembre 2020.

Sconvolti dalla dinamica dell’accaduto, i familiari – assistiti dallo Studio 3A – presentarono denuncia querela, chiedendo di fare piena luce sulla vicenda e sulle eventuali responsabilità della struttura. Nel luglio 2022 la vicenda tornò alla ribalta nazionale quando la Procura di Siracusa, chiuse le indagini, inviò alla responsabile della casa di riposo l’avviso di conclusione delle indagini per omicidio colposo, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio.  Venivano contestate alla struttura presunte carenze organizzative e di sicurezza: assenza di vigilanza fissa all’ingresso, mancanza di dispositivi di sicurezza sulla porta che dava verso la scala esterna, personale ridotto rispetto al numero di ospiti. Tutti elementi che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero contribuito alla tragedia.

Difesa dagli avvocati Giuliano Racioppo e Pasqualino Racioppo del Foro di Siracusa, la rappresentante della Residenza Sant’Antonio è arrivata al dibattimento con l’accusa di omicidio colposo legato alla gestione della struttura e alla sicurezza degli ospiti. Il Tribunale ha però scelto la formula più ampia di proscioglimento: “il fatto non sussiste”.


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