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Francofonte, il Consiglio comunale cade in piena vigilanza antimafia

L’assenza in blocco della maggioranza, sottolineano, arriva in un momento particolarmente sensibile per il Comune, già sotto la lente della Commissione prefettizia antimafia, prorogata per altri tre mesi e incaricata di verificare eventuali condizionamenti esterni all’attività amministrativa

Crisi istituzionale senza precedenti a Francofonte, dove il Consiglio comunale è precipitato in uno dei momenti più gravi della sua storia recente. Tutto nasce dalla seduta del 26 novembre, quando la proposta di variazione di bilancio presentata dall’amministrazione è stata clamorosamente bocciata all’unanimità: sia dall’opposizione, sia dalla stessa maggioranza chiamata a sostenerla.

La bocciatura ha attivato immediatamente la procedura prevista dalla legge, portando il 28 novembre all’arrivo del Commissario ad acta, nominato con decreto assessoriale, per gestire gli adempimenti conseguenti. Una presenza che, di per sé, certifica la gravità della situazione finanziaria e amministrativa dell’ente.

Il 30 novembre, su indicazione dello stesso commissario, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Vinci ha convocato d’urgenza una seduta alle 11 per tentare un ultimo passaggio politico: l’approvazione delle variazioni di bilancio, necessarie per evitare la paralisi dell’organo consiliare. Ma la maggioranza non si è presentata e l’opposizione era rimasta in 7. Una scelta considerata devastante dall’opposizione, che parla apertamente di “atto irresponsabile e incomprensibile”.

“Perché? Cosa si nasconde dietro questa scellerata decisione?”, domandano in una nota congiunta i consiglieri Vanessa Impeduglia, Stefano Privitelli, Nuccio Randone, Ilaria Palermo, Giuseppe Vinci, Ylenia Ippolito, Angela Cunsolo e Francesco Reale. L’assenza in blocco della maggioranza, sottolineano, arriva in un momento particolarmente sensibile per il Comune, già sotto la lente della Commissione prefettizia antimafia, prorogata per altri tre mesi e incaricata di verificare eventuali condizionamenti esterni all’attività amministrativa.

“Far venir meno il Consiglio comunale in una fase così delicata significa silenziare l’unico luogo della rappresentanza democratica” – affermano i consiglieri, denunciando un duplice danno: da un lato tecnico, perché blocca gli atti fondamentali per la gestione dell’ente; dall’altro politico e istituzionale, perché mina la stabilità dell’organo eletto dai cittadini. Il presidente Vinci e i consiglieri presenti rivendicano il proprio ruolo: “Il nostro dovere è garantire il funzionamento dell’istituzione, assumere decisioni nel merito e mantenere viva la voce della comunità nell’aula consiliare. Nonostante il tentativo di minare la democrazia, il Consiglio comunale resta pienamente in funzione e continuerà a operare nell’interesse dei cittadini di Francofonte”.


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