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Francofonte, infiltrazioni nella scuola primaria dell’istituto Dante Alighieri: Diventerà bellissima presenta un’interrogazione

I consiglieri di opposizione di Diventerà Bellissima, il capogruppo Coletta Dinaro, Amedeo Castania, Concetta Falcone e Angela Cunsolo accusano l’amministrazione di trascuratezza e inefficienza

Il ritardo dei lavori nella struttura scolastica di via Scamporrino del II Istituto Comprensivo Dante Alighieri insieme all’acquazzone dei giorni scorsi che ha causato infiltrazioni, ha suscitato la polemica dei quattro consiglieri  di opposizione Coletta Dinaro, capogruppo,  Amedeo Castania, Concetta Falcone e Angela Cunsolo. Gli stessi che hanno presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio Comunale Franco Sangiorgi e per conoscenza al Sindaco Daniele Lentini.

Dire che lo avevamo detto – si legge nell’interrogazione a firma del capo gruppo –   sarebbe come sparare contro la Croce Rossa. Allo stesso modo dire che  vi sia trascuratezza e inefficienza  è come scoprire l’acqua calda. Alla seduta del  Consiglio Comunale del 20 gennaio la scrivente, nella qualità di Capo Gruppo di opposizione Diventerà  Bellissima, aveva ben rappresentato, con documento alla mano (di cui ha pure dato lettura), il grave stato di pericolo in cui versava il plesso scolastico di via Scamporlino, manifestando perplessità sulla adeguatezza, ai fini risolutivi, dell’azione posta in essere dalla Dirigente Scolastica di eseguire uno spostamento degli studenti da un locale ad un altro. In  quella circostanza, oltre ad additare la scrivente come una  che non fosse adeguatamente informata, il Sindaco riferiva, per come si evince anche dal verbale della relativa seduta, che si stavano eseguendo gli opportuni lavori. Esattamente e testualmente nel verbale viene riportato “ i lavori sono in corso”.  L’altro ieri, purtroppo il plesso in questione, poteva essere teatro di un disastro , ampiamente prevedibile e documentato anche dall’ASP, che ha eseguito il sopralluogo, in presenza della Dirigente Scolastica, su richiesta dei genitori della quinta D. Ribadendo che l’iniziativa della Dirigente Scolastica, da sola, non poteva essere sufficiente a risolvere il problema, all’esito della comunicazione dell’ASP e del nostro intervento al Consiglio Comunale, cosa ha fatto l’Amministrazione Comunale per scongiurare un evento che costituiva cronaca annunciata? Quali le azioni, gli interventi, i lavori in concreto eseguiti? Con quali provvedimenti amministrativi? Il sindaco che ben sapeva della  presenza di muffe, di distacchi di intonaci, di infiltrazioni di acqua, di inagibilità igienico-sanitaria di alcuni locali della struttura scolastica e che conosceva il concreto pericolo di crolli, per intervenire a tutela della popolazione scolastica, cosa aspettava? Aspettava forse che succedesse una tragedia? I bambini hanno diritto alla scuola e hanno diritto ad un ambiente scolastico sicuro e salubre. Le condizioni in cui questi bambini hanno vissuto all’interno del perimetro scolastico, non sono idonee e la trascuratezza da parte di chi  poteva intervenire e non lo fa fatto è molto grave ed inaccettabile. Il gruppo di opposizione che rappresento, quindi, con la presente formula una precisa interrogazione, in relazione alla quale chiede risposta scritta e documentata. Per quanto è a conoscenza della scrivente, salvo errori, solo il 17 febbraio  una ditta incaricata dall’Ente ha eseguito un intervento, probabilmente ancora in atto, con la speranza che sia realmente  risolutivo e che preveda un integrale risanamento della struttura nella parte in cui risulta ammalorata, al fine di poter accogliere nuovamente la popolazione scolastica con le dovute garanzie, che richiederemo non appena ultimati i lavori. Nel contempo manifestiamo vicinanza alle famiglie di Francofonte, i cui figli devono usufruire di una struttura scolastica che non li esponga a pericoli o a malattie per insalubrità e che, invece possano trascorrere le ore in aula, apprezzando la conoscenza e lo studio, senza temere che quel luogo possa diventare teatro di dolore o anche di semplice disagio”.


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