In tendenza

Incontro a Lentini tra l’Amministrazione comunale e i rappresentanti della condotta Sloow Food

L'esperienza maturata negli anni dalla Condotta di Lentini guidata dal presidente Salvatore Giuffrida è stata messa  a disposizione della nuova amministrazione a vantaggio di tutta la comunità

Una rappresentanza della Condotta  Slow Food Lentini è stata ricevuta  dagli assessori comunali Ciro La Ferla ed Enzo Pupillo, in presenza della presidente del Consiglio comunale Silvana Bosco Santocono. Il  presidente dell’associazione, Salvatore Giuffrida,  ha illustrato i numerosi progetti che hanno caratterizzato la vita di Slow Food a Lentini in più di vent’anni di attività. L’esperienza maturata negli anni è stata messa  a disposizione dell’amministrazione a vantaggio di tutta la comunità.

Tra i tanti argomenti trattati  il Pane e il Cudduruni di Lentini, in passato inserito nell’elenco mondiale dei Presidi Slow Food.

Il  venir meno di alcuni produttori agli impegni previsti per la continuazione del Presidio – dichiarano i rappresentanti della Condotta Slow Food –  ha interrotto il progetto. Tuttavia il Pane di Lentini figura, insieme al Cudduruni, nell’ Arca del Gusto, il compendio mondiale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità che comprende i prodotti tradizionali a rischio di estinzione e meritevoli di tutela”. Nel corso dell’incontro si è parlato tra le altre cose anche di orti urbani e scolastici, del  mercato della Terra di Lentini.

In merito al consumo del suolo – proseguono i soci  della Condotta Slow Food – Negli ultimi anni si va diffondendo sempre di più la tecnologia dei pannelli fotovoltaici per la produzione di energia pulita con lo scopo di ridurre l’impatto negativo delle fonti energetiche tradizionali sul cambiamento climatico. Tuttavia queste tecnologie rischiano, se applicate in mancanza di regole, di produrre effetti indesiderati. Il consumo di suolo, per esempio, rappresenta un rischio soprattutto se si consente di installare i pannelli su terreni agricoli, che rappresentano un patrimonio non negoziabile e un investimento per le generazioni future. L’alternativa a questa ipotesi può essere ben rappresentata da coperture di edifici pubblici e privati, capannoni agricoli e industriali, siti industriali dismessi, cave abbandonate e terreni inadatti all’agricoltura. Per questo la nostra associazione è allarmata da notizie secondo le quali numerose richieste sono state presentate anche nel nostro territorio che, se accolte, renderebbero inutilizzabili cospicue aree fertili destinate all’agricoltura. Auspichiamo quindi, che, come si legge nel Green Deal Europeo, “La crescita dell’economia sia dissociata dall’uso delle risorse”.

 


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo