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Lentini, rose e mimose sulla panchina rossa di piazza Duomo. In memoria di Naima Zahir e di tutte le vittime di violenza

Anche i simboli servono per nutrire il rispetto verso la giovane mamma ammazzata la scorsa settimana e nei confronti delle altre tre donne uccise a  Lentini

Dal giorno dopo l’omicidio, la foto di Naima Zahir, la giovane mamma uccisa brutalmente la scorsa settimana,  è ben visibile sulla panchina rossa di piazza Duomo.

Accanto spicca il giallo delle mimose, simbolo perfetto, come a voler ricordare che il rispetto è un valore primario.

Un gesto simbolico ma ricco di significati evidenzia la posizione della comunità lentinese, allarmata per il quarto femminicidio che si verifica a Lentini in poco tempo.

Da giugno del 2020 si contano 4 donne uccise:  Giuseppina Ponte, Francesca Oliva, Lucia Marino e, in ultimo, Naima Zahir.

I nomi delle donne ammazzate sono tutte su Internet, basta cercarle su Google. Ma loro non ci sono più. Avrebbero voluto festeggiare Pasqua, Natale, la festa della mamma,  non importa se in zona gialla, arancione o rossa. Per loro non ci sarà mai più una festa o una ricorrenza da celebrare. La loro vita è stata spezzata  dalla violenza maschile, usata da mariti, ex partner, fidanzati, amanti, conoscenti, amici. Uomini normali. Uomini di famiglia.

A Lentini, la comunità  scossa e turbata dall’ennesimo fatto di sangue ha voluto attaccare la foto di Naima sulla panchina rossa di piazza Duomo per ricordare a tutti il  sangue versato da queste donne a causa dell’ignoranza, della paura, del possesso, del controllo della gelosia, della fragilità del loro “principe azzurro” che in un modo o nell’altro diceva loro di amarle. E magari  ogni anno, in occasione della festa della donna, portava a casa le mimose.


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