In tendenza

Omicidio Garrasi. Chiesto l’ergastolo per i lentinesi Randone e Sambasile: il 7 luglio le arringhe della difesa

Il procuratore generale Maria Concetta Ledda ha chiesto alla Corte d’assise d’appello di Catania, la condanna al carcere a vita , con due anni di isolamento diurno, per i due imputati accusati del delitto di  Sebastiano Garrasi. Entrambi in primo grado erano stati  assolti dalla Corte d’assise di Siracusa

Il procuratore generale Maria Concetta Ledda ha chiesto alla Corte d’assise d’appello di Catania, la condanna al carcere a vita, con due anni di isolamento diurno, per i lentinesi Raffaele Randone e Alfio Sambasile accusati dalla Procura distrettuale antimafia di Catania di aver ideato e partecipato al delitto di Sebastiano Garrasi, ucciso a colpi di arma da fuoco il 30 aprile del 2002 in un terreno tra Carlentini e Lentini.

A gennaio i due imputati erano stati assolti in primo grado dalla Corte d’assise di Siracusa che tennero conto della relazione del medico legale Francesco Coco, il quale dichiarò di non aver riscontrato sul corpo ferite da arma bianca, fornendo una versione diversa rispetto a quella di un collaboratore di giustizia, Alfio Ruggeri.

Secondo Ruggeri, Sebastiano Garrasi portato in una zona di campagna con la scusa di un appuntamento sarebbe stato pugnalato prima da  Randone e poi finito a colpi di pistola da Sambasile.

Nel corso del processo d’Appello, il pm ha chiesto ed ottenuto una nuova perizia, a distanza di 20 anni dall’omicidio. Il nuovo medico legale, Giuseppe Ragazzi, nominato a ottobre dai giudici dell’appello ha ribaltato la ricostruzione della scena del delitto.

Ai legali della difesa, Junio Celesti e Angelo D’Amico il compito di confutare la tesi dell’accusa. Le arringhe sono state fissate per il 7 luglio. Prevista anche la camera di consiglio  per emettere il verdetto.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo