Contrariamente a quanto si pensasse Saverio Bosco, sconfitto al ballottaggio da Rosario Lo Faro, ha accettato la carica di consigliere comunale.
L’ex sindaco di Lentini che nella sfida contro l’avvocato vincitore delle elezioni ha riportato 3199 voti, dopo l’insediamento dei 16 nuovi consiglieri comunali, occuperà l’ area riservata alla minoranza, a partire dalla prossima seduta. Un ruolo, quello che lo vede all’opposizione, che al giovane farmacista non è di certo nuovo, avendolo ricoperto dal 2008 al 2011 nella fila del PD e dal 2011 al 2016 (data di elezione a primo cittadino), nelle fila di S.E.L. ““La legge ci riconosce una tribuna politica – ha dichiarato – per rappresentare quelle che sono state le istanze e le proposte della coalizione “Ancora”. La mia presenza in Aula sarà un valore per chi ho rappresentato ma credo anche per chi farà maggioranza perché avranno un consigliere comunale che conosce gli atti positivi e i vizi di questa macchina amministrativa. Con la mia piccola esperienza acquista in questi 5 anni ritengo di poter dare un contributo a tutto il consiglio. Da consigliere comunale che vigilerà sugli atti , quando servirà, proporrò qualche consiglio per raddrizzare ancora la macchina”.
Con un lungo post sul suo profilo Facebook, Saverio Bosco ha comunicato la sua decisione alla cittadinanza .
“Ho deciso di accettare la carica di consigliere comunale – si legge – possibilità che la legge elettorale concede al candidato sindaco sconfitto al ballottaggio. Accetto con la stessa passione con la quale iniziai a fare politica, passione che ti spinge a sacrificare il tuo tempo e la tua energia, per servire la comunità dove sei nato e dove vuoi continuare a vivere. Sarò un consigliere comunale che pesa 3100 voti, rappresenterò in consiglio tutte le persone che hanno dato fiducia al progetto politico di ricostruzione e risanamento che, per una manciata di voti, non è diventato progetto di governo “.
Alla luce del risultato finale , Bosco ha dichiarato : “Non credo né alla superstizione e nemmeno ai tradimenti. Quello che è successo a livello di analisi è semplice. Il calo dell’affluenza ha bruciato tutti i voti di opinione che mi avevano portato ad essere in testa al termine del primo turno. La gente si è cullata che con mille voti di vantaggio magari anche senza il proprio apporto si sarebbe arrivati lo stesso per primi. Invece no. Questa è stata una sottovalutazione grave, un calo di concentrazione della squadra in campo”.
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